Nadia e il Barolo

Donna nuda versa un bicchiere di vinoVoglio raccontarvi di Nadia, uso un nome di fantasia per ovvie ragioni di riservatezza, una brunetta che mi sono fatto l’altro giorno, una fantastica bottiglia di Barolo. No non mi sono scopato la bottiglia di barolo, ce la siamo bevuta assieme prima, durante e dopo. Perché donne e vino sono la mia passione e mi piace abbinare alle donne che mi porto a letto una bottiglia di vino adeguata. Ma andiamo per ordine.

Ero al bar dell’autostrada, di ritorno a casa, mentre sorseggio il mio caffè noto una brunetta che non mi toglie gli occhi di dosso. Deve avere una quarantina d’anni, qualcuno più di me, ma è uno di quei classici casi in cui con il passare degli anni si mantiene una notevole piacevolezza. Non giriamoci intorno, è un gran pezzo di figa, un bel bocconcino che con gli anni si è mantenuto delizioso. E da qui mi è venuta l’associazione mentale con il barolo.

Ma stiamo ai fatti, notato il suo sguardo interessato, mi avvicino e inizio a chiacchierare, una parola tira l’altra fin quando getto l’esca. Le dico che abito lì vicino e la invito a bere qualcosa da me. E in questi casi si direbbe il pesce ha subito abboccato, ma in realtà lei non stava aspettando altro che io gettassi l’esca, moriva dalla voglia di abboccare. Me ne rendevo conto dai movimenti del suo corpo, da come mi guardava negli occhi.

Ragazza con vinoArriviamo a casa e la faccio accomodare sul divano, continuiamo a chiacchierare e a scambiarci battute piccanti, apro la bottiglia di Barolo, come promesso, un’annata 2003 della Cantina Sociale di Clavesana, e dato che entrambi non abbiamo ancora cenato, dopo un paio di bicchieri siamo già allegri. Lei mi mette una mano sui pantaloni per saggiare la consistenza del cazzo che è già duro e si notava benissimo. Apre la cerniera e inizia a baciarmelo, a lubrificarlo con la lingua. Si mette in ginocchio tra le mie gambe, apre la camicetta e mi fa una spagnola da mille e una notte. Quando sente che il mio cazzo è già un pezzo di marmo si sfila rapida gonna e mutandine e mi cavalca, andando su e giù affamata di cazzo. Raggiunge l’orgasmo e stringe il mio membro con le pareti della figa, scende di nuovo e me lo succhia, poi completa la spagnola facendomi sborrare sulle sue tette.

Ancora con lo sperma che le cola sul corpo serve un’altro bicchiere di vino, lo beve tutto fino all’ultima goccia, si pulisce con un asciugamano, si riveste e se ne va, lasciandomi a terminare la bottiglia di vino il cui profumo si mescola all’odore della sua pelle che ancora pervade la stanza.